lunedì 30 maggio 2011

Nucleare – Tocca a noi: Vota si per dire no!

maggio 12, 2011 in Ambiente, Politica italiana da guendalina marra

“Cosa fare? Vota si per dire no al nucleare!” Canta a denti stretti Fedez, rapper milanese, ancora poco conosciuto ma sulla buona strada per essere scomodo ai “signori” del potere e dare voce all’urlo disperato di chi soffre e mai viene ascoltato, di chi arranca verso la fine del mese, di chi è troppo impegnato a guadagnarsi il pane per organizzare festini lussuriosi … Eccolo allora abbandonare la protesta politica che lo sta caratterizzando nelle sue canzoni d’esordio, per affrontare il tema del nucleare, il tema d’attualità per eccellenza oggi in Italia, nonostante ci sia chi elegantemente voglia censurarlo, chi, a un mese di distanza dal referendum del 12 e 13 giugno che chiamerà gli italiani a esporsi riguardo quattro quesiti tra cui appunto il ritorno del nucleare in Italia, non dedichi tribune o messaggi di sponsorizzazione all’evento. Ma ciò non suscita scandalo da tempo ormai: l’anarchia che vige sovrana in parlamento riguardo le campagne d’informazione è risaputa. Fortunatamente c’è chi riesce a farsi sentire nel disarmonico coro di voci del governo italiano, c’è chi lotta per far luce sulla questione che ha dell’assurdo: si vuole “far tornare” il nucleare in Italia! C’ è chi dice costi poco, non produca gas serra e rappresenti l’ultima frontiera dell’evoluzione umana. Numerose indagini hanno fornito dati allarmanti riguardo le differenze esorbitanti fra una bolletta dell’energia elettrica di una famiglia italiana e quella di una famiglia di un qualsiasi altro Paese europeo: un dislivello di centinaia di euro. Le cause che comportano un costo così elevato dell’elettricità per l’Italia sono decisamente eterogenee: al primo posto c’è il fatto che l’Italia, per sostenere il proprio fabbisogno energetico, dipende dalla corrente prodotta all’estero e quindi deve rifornirsi da Francia e Svizzera che trasferiscono in Italia il 90% di tutta l’elettricità sfruttata; altra causa, che sta anche alla base della nostra dipendenza da altri fornitori stranieri, è che le nostre centrali elettriche, per produrre energia, utilizzano materie prime di importazione come il petrolio e il gas naturale, ovvero combustibili molto costosi. Emerge invece che i Paesi che hanno investito in fonti alternative, appunto come il nucleare o i termovalorizzatori, abbiano un costo a singolo kwh decisamente inferiore rispetto a quello italiano …

Ecco che un italiano ingenuo e poco informato, con questa breve e superficiale panoramica della situazione energetica italiana, allarmato più dai possibili aumenti di bollette che dalle effettive conseguenze dell’uso di fonti energetiche alternative, su cui volutamente si tace, finisce per cadere nella trappola dell’ignoranza: il nucleare, mettiamocelo bene in testa, “ risponde a logiche di potere e di vantaggi aziendali, non certo dei cittadini, intrecciate a volontà politiche (…)” come si spiega nel libro “Nucleare? A chi conviene? Le tecnologie, i rischi, i costi” di Gianni Mattioli e Massimo Scalia ( Edizioni Ambiente). Il Governo italiano sta facendo da apripista al dramma, intenzionalmente disposto ad eludere ogni forma di condivisione e dialogo sociale. Come se questo non fosse un problema che ci riguarda in prima persona. I motivi per dire no sono tanti, troppi, tanto che basterebbe quasi solo contarli per convincersi dell’inutilità e del danno di questo progetto, basterebbe solo pensare per un attimo alla tragedia di Cernobyl, alla nube di materiali radioattivi fuoriusciti dal reattore e ricaduti sulle zone circostanti, basterebbe pensare ai 65 morti accertati con sicurezza e altri 4000 presunti per tumori e leucemie in un arco di poco meno di 30 anni. Ma se ciò non fosse sufficiente, potremmo tranquillamente riflettere sul fatto che il nucleare è la fonte di energia più sporca: le centrali nucleari generano scorie radioattive, che persistono per un minimo di 300 anni e un massimo di miliardi e in più non ci rende indipendenti dal petrolio, come vorrebbero farci credere le autorità, anzi, ci ritroveremmo a essere dipendenti dall’estero per l’Uranio a saremmo comunque costretti a importare petrolio per i trasporti; senza contare il fatto che è una falsa soluzione per il clima: è una scelta inutile ai fini climatici, perché è vero che il nucleare non incrementa l’effetto serra, ma è anche vero che se dedichiamo il nostro tempo, i nostri sforzi e i nostri capitali alla realizzazione di centrali nucleari, che in ogni caso non sarebbero pronte se non tra una decina di anni, rischiamo di sottrarre risorse alle fonti davvero “pulite”, come per esempio l’energia solare e rinnovabile, il fotovoltaico, e rischiamo di proiettarci nel futuro senza intervenire prima di tutto sul presente. Vogliamo poi accennare al fatto che l’Uranio è una risorsa limitata, destinata ad esaurirsi? La realizzazione di centrali nucleari non farebbe altro che accelerarne la scomparsa. E se l’aspetto puramente ambientalista della questione non ci interessa, se ci illudiamo che il nucleare ci aiuterà ad uscire dalla grave crisi finanziaria che stiamo vivendo, riducendo ampiamente il costo delle temute bollette mensili, bhe … ci sbagliamo: investire sul nucleare in Italia comporterebbe costi di produzione del kwh elettrico difficilmente definibili, soprattutto per smantellamento e gestione delle scorie, in ogni caso costi di gran lunga superiori a quelli previsti per l’utilizzo di altre fonti energetiche pulite e rinnovabili. Le centrali costano: costa farle prima di tutto, ma costa anche mantenerle, mandarle avanti, controllarle, e chi paga? Sicuramente non chi si impegna a far tornare il nucleare: quelli il fisco lo evadono. Gli operai, i dipendenti statali, i precari, quelli si che subiranno il peso gravoso di tasse sempre più ingenti. Questo e molto altro per convincerci che il nucleare distrugge i più e avalla gli interessi di pochi. Non c’è più tempo da perdere, il 12 giugno è alle porte, è ora di prendere la parola, è ora di smetterla di nascondere lo sporco sotto il bel tappeto persiano, e non perché si debba temere un disastro futuro, ma per garantire un benessere presente, perché non possiamo più aspettare, ci siamo dentro ormai. E mentre ci recheremo alle urne ci risuonerà nelle orecchie il buon vecchio Celentano che nel 2008 sognava Chernobyl “ Tutti quanti insieme salteremo in aria, BUM! Un vero e proprio attacco atomico in nome dell’energia, l’inevitabile scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia causerà poi la scomparsa di città meravigliose come Venezia” ….

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